INFANZIA MINORI-GIOVANI AZIANI DISABILITA' INSERIMENTO LAVORATIVO HOUSING SOCIALE SVILUPPO E INNOVAZIONE HOMEPAGE MAPPA DEL SITO AUMENTA DIMENSIONE CARATTERE DIMINUISCIC DIMENSIONE CARATTERE REST DIMENSIONE CARATTERE


Esiste un’ampia zona d’ombra che intrappola una parte dei giovani, in Italia come in Europa, in situazioni negative (si parla di vuoto, smarrimento, di solitudine, di vita bassa), quando non di autentico disagio, sofferenza (pensiamo ai disordini alimentari), comportamenti autodistruttivi. I soggetti più a rischio di dipendenze e pluridipendenze o addirittura vera e propria devianza sono i maschi tra i 15 e i 24 anni ma il fenomeno è in crescita anche nelle giovani adolescenti. minori


Nel 2005, i minori segnalati per avere commesso un reato sono stati 21.600.
Non solo: l’ampia fascia di adolescenti italiani appare quanto mai portatrice di carichi di disagio che spesso esplodono in fenomeni eclatanti di aggressività o autodistruttività: si pensi al dilagare tra gli adolescenti dei fenomeni del bullismo adolescenziale, più tipicamente maschili, o dei casi di conclamati disturbi del comportamento alimentare, maggiormente diffusi tra le adolescenti e le ragazze.


Molti ragazzi passano gran parte del loro tempo in strada, e non pochi di essi sono inseriti in organizzazioni criminose adulte che si avvalgono di questa “manovalanza a basso costo” per lo spaccio di stupefacenti, la vendita di sigarette di contrabbando, le estorsioni, il furto e il riciclaggio di auto, i danneggiamenti e gli incendi dolosi. Per molti ragazzi, che hanno sperimentato il fallimento della famiglia e delle istituzioni pedagogiche, l’inserimento in una organizzazione di questo genere è estremamente gratificante in quanto insegna un coerente sistema di vita, assegna un ruolo; finalmente esprime un riconoscimento e una valorizzazione che il ragazzo non ha mai sperimentato; gli assicura l’incardinamento in un ambiente capace di proteggerlo e di mostrargli una solidarietà attiva; gli offre un modello di adulto finalmente significativo da imitare. Vai agli approfondimenti sul disagio giovanile


Le cooperative sociali aderenti a SIS che operano nell’area minori-giovani progettano e gestiscono servizi e attività quali:


  • centri di aggregazione giovanile
  • animazione territoriale
  • supporto all’associazionismo giovanile
  • comunità di accoglienza
  • sostegno scolastico
  • orientamento scolastico-professionale
  • sostegno alle famiglie
  • servizi di tutela dei minori
  • supporto psico-giuridico


Contatti : Davide Branca (Referente Area Minori-Giovani) e-mail


Elenco cooperative Area Minori-Giovani

  • ABCittà
  • Aurora 2000
  • Azione Solidale
  • Co.esa
  • CTA
  • Grado 16
  • Lo Scrigno
  • Metamorfosi
  • Mosaico
  • Sherwood
  • Solidare
  • Spazio Aperto Servizi
  • Spaziopensiero
  • Xenìa


Approfondimenti sul disagio giovanile

Esistono anche ragazzi di strada non collegati e non sfruttati dalla criminalità adulta, che vivono però forti difficoltà conseguenti alla vita disgregata ed emarginante delle moderne città. Per sentirsi ed apparire visibili, in un contesto che tende altrimenti a nascondere ed ignorare, molti giovani sono spinti a ricorrere anche alla violenza pur di divenire in qualche modo protagonisti sui palcoscenici della vita sociale, l’impotenza e le frustrazioni accumulate nel processo di inserimento esplodono facilmente in un ribellismo fine a se stesso. La violenza giovanile nelle scuole o la violenza negli stadi (basti pensare ai gruppi tifosi “ultrà”, con i loro riti, il loro gergo, le loro mitologie) sono indicative della emarginazione che cerca di uscire, attraverso l’imbocco di scorciatoie, dalla sua invisibilità. Nei “non luoghi” in cui si incontrano i gruppi informali dei giovani d’oggi (i gradini di una Chiesa, il muretto, il marciapiede di fronte a un bar) non si realizza una socializzazione ma solo un tempo consumato.

E spesso aumenta un senso di profondo disagio e si accentua l’isolamento, anche se di gruppo.

L’infanzia e l’adolescenza sono periodi di crescita e di  formazione della propria identità , identità che si costruisce nell’interazione quotidiana con gli altri e con i contesti in cui si vive.
Quindi, laddove le agenzie educative non siano in grado di assolvere ai propri compiti, la fragilità insita nell’età rischia di trasformarsi in disagio.

La risposta non può che passare attraverso l’elaborazione di “culture giovanili” orientate alla solidarietà, alla partecipazione e all’aggregazione positiva. La società dovrebbe impegnarsi quindi, in primo luogo, nel recupero dei ragazzi che già vivono situazioni di grave difficoltà ma anche nel sostenere i giovani in condizioni “normali”, promuovendo la riproducibilità di una buone pratiche e la crescita di una cultura della prevenzione territoriale da realizzare con tutti gli attori coinvolti : il sistema socio-sanitario, la scuola, il privato sociale e i giovani stessi.

Lo scopo deve essere quello di stimolare e promuovere l′autonomia dei ragazzi.  sviluppando la loro capacità di scelta e ricerca anche attraverso lo sviluppo di culture giovanili che siano loro diretta espressione .

I servizi finora offerti per il sostegno e il supporto dei minori a rischio, inquadrabili come “classici” (Centri di Aggregazione Giovanile, Servizio di Sostegno integrato alla famiglia, Comunità residenziali per minori, Comunità residenziali mamma/bambino, Comunità famiglia, Affido familiare) hanno oggi la necessità di ricalibrare le proprie modalità di risposta, adeguandole alle caratteristiche di un’ utenza sempre più problematica e compromessa, che necessita di interventi specialistici associati ad attività fortemente orientate a promuovere l’integrazione dei minori nella comunità di appartenenza e l’acquisizione di modelli di riferimento “sani”.